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STUDIO BIBLIOGRAFICO RELATIVO ALL’AZIONE IPOGLICEMIZZANTE DI PIANTE MEDICINALI –
a cura del Dott. Vasco Bordignon, Marzo 2006
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ACERO
ACERO CAMPESTRE – (11-Chiereghin) – azione ipoglicemizzante sperimentalmente
ACERO CAMPESTRE – (18-Brigo) – citato come gemmoterapia nel diabete, ma non descritto nella scheda
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AGLIO COMUNE
AGLIO COMUNE – ALLIUM SATIVUM – (6-Zanotti) – bulbi – proprietà … ipoglicemizzanti
AGLIO COMUNE – (15-Inverni-della Beffa ) – l’azione antidiabetica ed ipoglicemizzante dell’aglio fu osservata da Collip nel 1923, confermata da Simola nel 1927, da Lalnd e Hayrevold nel 1933, da Hoppe nel 1933 e dal Madaus
AGLIO COMUNE – (18-brigo) – nelle indicazioni come ultima voce : diabete mellito tipo II o dell’adulto
AGLIO COMUNE – (20-Capasso-Grandolini) – aglio (estratto secco in polvere 2 cps da 300 mg ciascuna 2 volte al giorno) e cipolla (alcolato, 2 cucchiani da tè 3 volte al giorno) abbassano la glicemia e riducono il dosaggio dell’insulina del 50% circa (Saynor,1995)
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ANDROGRAPHIS
ANDROGRAPHIS – ANDROGRAPHIS PANICULATA – (21-Mills-Bone) – In medicina Ayurvedica … L’erba viene utilizzata per il trattamento di varie condizioni, incluso il diabete, ….L’estratto acquoso di Andrographis (10 mg/kg) si dimostrò capace di prevenire l’iperglicemia glucosio-indotta nei conigli ma non riuscì a prevenire l’assorbimento di glucosio dall’intestino. La somministrazione orale di estratto Andrographis e di adrografolide produce una attivazione dose-dipendente e tempo-dipendente delle idrolasi (lattasi, maltasi, sucrasi) legate alla membrana dell’epitelio a spazzola. Questo fa supporre che l’Andrographis acceleri la digestione intestinale e l’assorbimento di carboidrati (rispetto al semplice glucosio)
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ASSENZIO COMUNE
ASSENZIO COMUNE – ARTEMISIA ABSINTHIUM - (15-Inverni-Della beffa) – Secondo Reutter e Graiz (citati da Madaus) la radice di artemisia, somministrata per la durata di un mese, sotto forma d’infuso e alla dose di tre tazze al giorno (corrispondenti alla dose totale di g 15 di radice) avrebbe dato luogo ad una azione antidiabetica
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BARDANA
BARDANA – ARCTIUM LAPPA - (1-Leclerc) Nella radice una sostanza ipoglicemizzante appartenente al gruppo della vitamina B --Leclerc ne dà per certo le proprietà ipoglicemizzanti
BARDANA – (2-Cecchini) – Proprietà : ipoglicemizzante
BARDANA – (3-Testi) – radice – azione ipoglicemizzante
BARDANA – (4-Perugini) – radici – azione ipoglicemizzante == in seguito all’azione ipoglicemizzante della bardana si potrebbero rendere necessari aggiustamenti dei dosaggi dell’insulina (cavie)
BARDANA – (6-Zanotti) – radici – proprietà .. ipoglicemizzanti
BARDANA – (7-Pedretti) – azione antidiabetico-ipoglicemizzante – La bardana avrebbe una azione ipoglicemizzante con aumento del glicogeno epatico e migliorata utilizzazione degli zuccheri (Krantz e Carr 1931)…
BARDANA – ( 8-Spolaore) - ipoglicemizzante
BARDANA – (9-Sartori) - … essa infatti è un ottimo ipoglicemizzante e pertanto costituisce una collaudata cura contro il diabete
BARDANA – (10-Brigo) – la bardana ha un’azione ipoglicemizzante conseguente ad una migliore utilizzazione periferica e ad una aumentata sintesi di glicogeno epatico
BARDANA – (11-Chiereghin) – è nota questa azione anche se un vero principio attivo (lapinina?) non è stato ancora identificato
BARDANA – (12-Campanini ) – sperimentalmente si è visto che gli estratti delle radici riducono il livello di glicemia e aumentano la tolleranza di carboidrati ( acido guanidinbutirrico?)
BARDANA – (13-Padre Atanasio) : contro il diabete … oppure fa dei biscotti con radice di bardana, acqua e burro, falli seccare al forno – Si prendono a piacimento, quanti ne può sopportare l’ammalato
BARDANA – (16-Firenzuoli) - azione ipoglicemizzante : per derivati guanidinici
BARDANA – (18-Brigo) – la radice di bardana ha un’azione ipoglicemizzante, utile nell’iperglicemia e nel diabete tipo II
BARDANA – (20-Capasso-Grandolini) – Si usa in polvere come … ipoglicemizzante, …Interazioni: ipoglicemizzanti
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BERBERIS
BERBERIS VULGARIS - (21-Mills-Bone) – Uno studio clinico non controllato investigò gli effetti della berberina su 60 pazienti con diabete di tipo II – I pazienti variavano nella severità di questo disturbo. Una dose orale (0.3-0.5 g tre volte al giorno) fu prescritta per 1- 3 mesi, in concomitanza di una dieta appropriata per un mese – I sintomi più importanti di diabete scomparvero , migliorarono le forze dei pazienti, si normalizzò la pressione sanguigna e i lipidi ematici si ridussero. Il livello glicemico a digiuno in 60% dei pazienti divenne sotto controllo. Ulteriori esperienze in modelli animali indicarono come il trattamento con berberina inducesse un miglioramento del tessuto pancreatico rispetto ai controlli. Ciò suggerisce che il meccanismo di azione della berberina sia associato ad una azione di promozione di rigenerazione e di ricupero funzionale delle beta-cellule.
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CANAPA
CANAPE INDIANA – CANNABIS SATIVA – (15-Inverni-Della Beffa) – Min nel 1930, Serio nel 1934, Marx ed Eckart nel 1933 hanno dimostrato la presenza nella Canape indiana di sostanze ad azione ipoglicemizzante, capaci di abbassare la glicemia del 20-40% nell’uomo diabetico, senza dar luogo ad azione accessorie moleste
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CARCIOFO
CARCIOFO – CYNARA SCOLYMUS – (5-Formenti) – radici, fusto e foglie – Molto interessante è la sua azione antidiabetica : permette di abbassare delicatamente la glicemia senza azioni secondarie e i suoi stessi zuccheri (inulina e mannite) vengono rapidamente bruciati senza provocare rialzi glicemici.
CARCIOFO – (6-Zanotti) – foglie e radice – proprietà … antidiabetiche
CARCIOFO – (7-Pedretti) – l’azione antidiabetica del Carciofo è da ricondursi alla presenza di una ossidasi idrosolubile conservabile in una soluzione idro-glicerica. Essa è capace di accelerare l’ossidazione dei glucidi, con riduzione, negli animali da laboratorio, della glicemia a digiuno e da carico di glucosio e della chetonemia dell’uomo diabetico (Risi 1939-1941)
CARCIOFO – (9-Sartori) - … l’inulina contenuta in questo ortaggio costituisce un ottimo integratore delle cure ipoglicemizzanti nei diabetici
CARCIOFO – (10-Brigo) – il carciofo manifesta una complessa azione farmacodinamica con riduzione dei uricemia, colesterolemia e glicemia
CARCIOFO – (15-Inverni-della Beffa) – Il Risi nel 1939, nel 1940 e nel 1941 sperimentò l’azione di una ossidasi, da lui estratta dal Carciofo. Tratterebbesi secondo l’autore di un “enzima idrosolubile che facilita la ossidazione degli idrati di carbonio” col quale sarebbe riuscito ad abbassare, nel cane e nel coniglio, tanto la glicemia a digiuno (diminuzione del 40% circa) quanto la iperglicemia da carico di zucchero o da iniezioni di adrenalina. Il fermento si sarebbe dimostrato attivo anche nel cane pancreasectomizzato nel quale non si manifestarono mai sintomi riferibili a shock ipoglicemico. L’autore fa notare la importanza di questo fattore ipoglicemizzante quale sostituto dell’insulina nelle forme lievi di diabete e quale farmaco di risparmio nelle forme gravi.
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CARDO MARIANO
CARDO MARIANO – SILYBUM MARIANUM – (21-Mills-Bone) – Trattamento con silibina (231 mg die per 4 settimane) in 14 diabetici non insulino-dipendenti indusse una significativa riduzione del sorbitolo eritrocitario comparato con i livelli di base. Tuttavia il trattamento con silibina non ebbe alcun effetto sulla glicemia a digiuno. Questo suggerisce che la silibina può essere un inibitore della aldoso-reduttasi e quindi aver valore nella profilassi e nel trattamento della complicanze diabetiche.
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CAROTA
CAROTA – (11-Chiereghin) – la radice contiene principi ipoglicemizzanti e infatti il suo consumo viene raccomandato ai diabetici
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CAVOLO
CAVOLO – BRASSICA OLERACEA (5-Formenti) – foglie - … Ancora, nei processi infettivi da germi gram-negativi e nel diabete si sono visti buoni risultati con l’impiego delle sue foglie . Nel diabete si consiglia : succo di cavolo e di cipolla in parti uguali due cucchiai due volte al giorno
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CICORIA
CICORIA – CICHORIUM INTYBUS - (9-Sartori) – notevole e apprezzato è pure il suo potere ipoglicemizzante : le ricerche scientifiche in questo settore furono iniziate da Arullani e continuate nel tempo con evidente successo : è stato verificato che dopo un pasto a base di 200-300 grammi di cicoria, lessa e condita con olio crudo, si notava un abbassamento costante della glicemia dopo la III^ ora fino ad un valore dell’18-44%...
CICORIA – (12-Campanini) – uno studio risalente agli anni trenta svolto in Italia da Arullani (Arullani C., Problema alim., 11, 1, 103 (1937); 11,3,124 (1939) mise in evidenza le proprietà ipoglicemizzanti della pianta. L’autore ricavò una serie di curve glicemiche dopo un pasto a base di 200-300 grammi di cicoria lessata e condita con olio crudo – Risultò che l’ingestione sia della cicoria che della sua acqua di cottura era seguita da un abbassamento costante della glicemia, che dopo la terza-quarta ora poteva giungere al valore massimo del 18-44%. Notò inoltre che in qualche caso la droga era in grado di contenere, entro certi limiti, l’iperglicemia determinata dalla presenza di carboidrati nella dieta. Analogo risultato poteva essere ottenuto con il succo fresco (caduta della glicemia del 15-20%).
CICORIA – (15-Inverni della Beffa) – Accurate ricerche di Arullani nel 1939 misero in evidenza le proprietà ipoglicemizzanti della cicoria. Questo autore eseguì una serie di curve glicemiche dopo un pasto a base di 200-300 grammi di cicoria, non coltivata, lessa e condita con olio crudo. Risultò che l’ingestione sia della cicoria che della sua acqua di cottura, era seguita da un abbassamento costante della glicemia capillare e venosa, abbassamento che dopo la 3^-4^ ora poteva attingere il valore massimo del 18-44%. Fu inoltre osservato che in qualche caso, la droga si dimostrò capace di contenere entro certi limiti la iperglicemia determinata dalla presenza di idrati di carbonio nella dieta. – I risultati dell’Arullani furono in seguito confermati dal Ploese nel 1940 che riuscì ad ottenere nell’uomo e nel coniglio cadute della glicemia del 15-20 % usando succo di pressa di foglie di cicoria.
CICORIA – (18-Brigo) – proprietà: … antidiabetica; indicazioni …. Iperglicemia e diabete tipo II
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CHIMAFILLA
CHIMAFILLA – (14-Boccaccio) – fu suggerita nel diabete
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CIPOLLA
CIPOLLA – ALLIUM CEPA- (1-Leclerc) == --- JB Collip segnala nella cipolla una glucokina dotata di una azione analoga alla insulina
CIPOLLA – (2-Cecchini) – proprietà: ipoglicemizzanti
CIPOLLA – (3-Testi) = bulbo – azione ipoglicemizzante
CIPOLLA – (5-Formenti ) - … Ma ciò che stupisce di più di questa pianta è l’effetto antidiabetico : è stato visto che la cipolla è capace di abbassare la glicemia anche nei cani pancreasectomizzati. Ciò significa che la glucokinina in essa contenuta ha un’azione vicariante dell’insulina normalmente secreta dal pancreas : è un antidiabetico a tutti gli effetti con azione, rispetto all’ormone insulinico, più lenta ma più duratura.
CIPOLLA – (7-Pedretti) – bulbo – antidiabetico-ipoglicemizzante .. La cipolla è capace di abbassare la glicemia di cani pancreasectomizzati – L’effetto ipoglicemico, che può essere preceduto da una fugace iperglicemia, si accompagna ad una riduzione del glicogeno epatico ( Van der Berg), compare nell’80% dei soggetti, raggiunge il suo massimo tra la 17^ e la 23^ ora e può scendere al 60% del suo valore iniziale (Janot e Laurin, 1930) – L’azione ipoglicemica è attribuita alla presenza di glucochinine (JP.Collip, 1923) – l’azione sulla glicemia è più lenta di quella dell’insulina, ma è più duratura
CIPOLLA – (9-Sartori) – da tempo si sapeva che una cura ben equilibrata di cipolla ha un’azione ipoglicemizzante nei diabetici : recenti studi, in seguito, hanno confermato tale certezza, dimostrando che l’assunzione di questo vegetale riduce del 45% il fabbisogno dell’insulina, negli ammalati di diabete
CIPOLLA – (12-Campanini) - … proprietà ipoglicemizzanti … Gli aminoacidi solforati presenti nel fitocomplesso sono responsabili dell’azione … ipoglicemizzante
CIPOLLA – (15-Inverni- della Beffa) – Il Collip nel 1923 constatò l’azione ipoglicemizzante della cipolla iniettando estratti di questa in cani pancreasectomizzati. Tale azione fu poi confermata da Hutchinson, Smith e Winter nel 1923, da Wills nel 1928, da Van den Berg, il quale notò che la reazione ipoglicemica è preceduta da un transitorio aumento delle glicemia e che il fegato di conigli trattati con estratti di cipolla si dimostra a distanza di 24 ore privo di glicogeno. Anche Janot e Laurin nel 1930 constatarono l’azione ipoglicemizzante dei bulbi di cipolla, che poterono ottenere nell’88% delle loro esperienze – Il massimo della depressione ipoglicemia si raggiunge in generale fra la 17^ e la 23^ ora e può raggiungere anche il 50% del valore iniziale – Al contrario altri autori come Braun e Rees non poterono confermare questi risultati.
CIPOLLA – (16-Firenzuoli) – L’attività ipoglicemizzante della cipolla è paragonata a quella della tolbutamide, e un consumo costante di 50 grammi al giorno sarebbe capace di ridurre la necessità di insulina da 40 a 20 unità al giorno (Handa 1989)
CIPOLLA – (19-Bruneton) – Il succo di cipolla, conosciuto per le sue proprietà diuretiche (diuretico vero o stimolante dell’eliminazione dell’acqua?) è in vitro antimicrobico e nella sperimentazione animale evidenzia anche la sua attività ipoglicemizzante.
CIPOLLA – (20-Capasso-Grandolini) - aglio (estratto secco in polvere 2 cps da 300 mg ciascuna 2 volte al giorno) e cipolla (alcolato, 2cucchiani da tè 3 volte al giorno) abbassano la glicemia e riducono il dosaggio dell’insulina del 50% circa (Saynor,1995)
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CORALLINA
CORALLINA RUBENS – (11-Chiereghin) – da quest’alga è stata isolata (1975) una proteina attiva come lipolitica e ipoglicemizzante (Bezanger-Beauquesne)
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ELEUTEROCOCCO
ELEUTEROCOCCO - ELEUTHEROCOCCUS SENTICOSUS – (11-chiereghin) – eleuterani A-G
ELEUTEROCOCCO – (12-Campanini) – Nell’uomo l’eleuterococco stabilizza i livelli di glucosio nel sangue durante l’esercizio fisico e…
ELEUTEROCCO – (16-Firenzuoli) – solo citato
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ENOTERA
ENOTERA – OENOTHERA BIENNIS L- (21-Mills-Bone) – Diabetes – In studi in parallelo randomizzati a doppio cieco contro placebo condotti in oltre sette centri nell’UK e in Finlandia , 111 pazienti con modesta neuropatia diabetica ricevettero acido gamma-linolenico (GLA) (480 mg /die) oppure placebo per oltre un anno e furono valutati in base ai test standard. Un significativo favorevole cambiamento fu osservato nel gruppo trattato per 13 su 16 parametri analizzati, dimostrando un evidente effetto benefico nell’andamento della citata neuropatia diabetica. Sesso, età, tipo di diabete, età di insorgenza o durata del diabete non modifica significativamente il risultato. Il trattamento tuttavia risultò maggiormente efficace nei pazienti con un diabete relativamente ben controllato. … 22 pazienti con polineuropatia distale diabetica , che parteciparono ad uno studio controllato in doppio cieco contro placebo. Ricevettero o 360 mg GLA die o capsule di placebo per 6 mesi. I pazienti in trattamento evidenziarono un significativo miglioramento nei sintomi della polineuropatia distale diabetica.
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ERBA ROBERTA
ERBA ROBERTA – HERBE A ROBERT : Geranium robertianum L (1-Leclerc ) == Leclerc rivela alcuni casi di netta riduzione della glicosuria
ERBA-ROBERTA – (16-Firenzuoli) - citata
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EUCALIPTO
EUCALIPTO – EUCALYPTUS GLOBULUS (1-Leclerc) == Studi di Fauldo – di Trabut – azione del tannino – Leclerc tuttavia esprime un forte dubbio su questa pianta esotica
EUCALIPTO – (3-Testi) – foglie – azione ipoglicemizzante – alte dosi : prurito, eruzioni cutanee – max olio essenziale 1 g
EUCALIPTO – (7-Pedretti) – foglie – antidiabetico-ipoglicemizzante - - L’azione ipoglicemica dell’eucalipto è stata evidenziata da Pannetti e poi Ferrarini (1942) – attenzione all’intolleranza
EUCALIPTO – (9-Sartori) - … è prezioso per i diabetici in quanto favorisce l’assorbimento e la trasformazione degli zuccheri, impedendone l’eccesso nel sangue
EUCALIPTO – (10-Brigo) – l’eucalipto è dotato di attività ipoglicemizzante
EUCALIPTO – (11-Chiereghin) – i principi attivi ipoglicemizzanti sono stati localizzati nelle foglie
EUCALIPTO –(13-Padre atanasio) – contro il diabete : prendi foglie di eucalipto, bolliscine 6-7 grammi per 10 minuti in 150 ml d’acqua da prendersi 2-3 volte al giorno
EUCALIPTO – (14-Boccaccio) – Secondo Faulds può giovare nel diabete, perché diminuisce la quantità di zucchero nella glicosuria
EUCALIPTO – (15-Inverni-della Beffa) – Alcuni autori (Pennetti, Madaus, Ferrarini) riconoscono alla droga un’azione ipoglicemizzante e il Ferrarini nel 1942 consigliò l’uso della tintura al 20% alla dose quotidiana di 1-10 grammi.
EUCALIPTO – (16-Firenzuoli) – azione ipoglicemizzante per la presenza di calyptodie e polifenoli – Si preferisce a questo scopo usare la tintura madre o l’infuso di foglie e non l’olio essenziale
EUCALIPTO – (20-Capasso-Grandolini)… Possiede attività espettorante , antibatterica (Kumar e coll, 1988) ed ipoglicemizzante.
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FAGGIO
FAGGIO – (13-Padre Atanasio) – il creosoto si ricava pure dal legno di faggio. IL medico lo prescrive … nel diabete.
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FAGIOLO
FAGIOLO – PHASEOLUS VULGARIS – (5-Formenti) – i baccelli – hanno effetto ipoglicemizzante
FAGIOLO – (8-Spolaore) – ipoglicemizzante
FAGIOLO – (11-Chiereghin) – in questa specie l’azione si attribuisce alla ricchezza in fibre cellulosiche e cromo
FAGIOLO – (12-Campanini) – Viene segnalata, inoltre, anche una blanda attività ipoglicemizzante. Attribuita, secondo dati ormai desueti, alla presenza di glucochinina, sostanza di origine vegetale ad attività insulinosimile. Attualmente si è portati a ritenere che la presenza, peraltro considerevole, di Cromo contribuisca alla regolazione della glicemia. In base a queste motivazioni può essere utilizzata come coadiuvante nel trattamento delle forme leggere di diabete e nel diabete dell’obeso.
FAGIOLO – (16-Firenzuoli) – sembra che l’azione ipoglicemizzante del baccello di fagiolo sia prevalentemente da addebitare al contenuto in fibre
FAGIOLO – (17 – Della Loggia – oemf) – la droga viene utilizzata solamente nella medicina popolare come diuretico e blando antidiabetico. Dati piuttosto vecchi sulla presenza di sostanze di tipo glucochininico non sono stati finora confermati. Va invece ricordato che nella regolazione dei livelli di glucosio nel sangue è coinvolto uno dei cosiddetti “elementi in tracce”, il cromo. E’ noto ad esempio che, nei ratti, l’insulina non è più efficace qualora nella dieta sia carente il cromo. Queste considerazioni hanno indotto alla verifica del contenuto di tale metallo in varie piante medicinali, usate per il trattamento del diabete mellito. Anche per i carpelli di fagiolo è stato evidenziato un contenuto considerevole di cromo, pari a circa 1 ppm…. Dal punto di vista di una moderna fitoterapia, l’utilizzazione della droga nelle diverse miscele per tisane e nelle specialità rimane pertanto problematica; ciò vale sia per il suo impiego come cosiddetto antidiabetico che come diuretico.
FAGIOLO – (20-Capasso-Grandolini) – La presenza nella droga di cromo e di un inibitore dell’enzima che ossida l’indolacetico giustifica la blanda azione ipoglicemizzante di questa (Muller e coll., 1988 – Marles e Farnsworth, 1995)
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FIENO GRECO
FIENO GRECO – TRIGONELLA FOENUM-GRAECUM L- (4-Perugini) - semi – azione ipoglicemizzante – per la sua azione ipoglicemizzante ha dimostrato di potenziare l’effetto dell’insulina (nei cani) – (attenzione negli ipertiroidei e in gravidanza)
FIENO GRECO - (8-Spolaore) – ipoglicemizzante
FIENO GRECO – (10-Brigo) – i semi di fieno greco hanno un’azione anabolizzante, depurativa , diuretica ipoglicemizzante
FIENO GRECO – (11-Chiereghin) – principio responsabile è la fenugrecina
FIENO GRECO – (12-Campanini) – l’effetto ipoglicemizzante sarebbe da attribuire principalmente alla frazione fibrosa ( altri principi in causa sono : trigonellina, curarina, acido nicotinico e nicotinamide), così come accade per erba medica e altre leguminose. Le fibre grezze, dotate di proprietà idrofile, sottraggono acqua dal tratto gastroenterico ostacolando l’attività degli enzimi glucidoattivi (amilasi) e ne determinano un rallentamento di attività a livello delle macromolecole glucidiche: viene a diminuire , così, la disponibilità di glucosio. Le fibre inoltre sono indigeribili, per cui si viene a manifestare un’azione meccanica, svolta dalla massa mucillaginosa imbibita, con aumento della velocità di transito intestinale: si determina pertanto, a causa del minor contatto tra mucosa e nutriente, e quindi fra enzimi idrolitici e polisaccaridi, una minor formazione di glucosio disponibile per l’assorbimento (Pedretti, 1996) – Prove di laboratorio hanno dimostrato la diminuzione della glicemia postprandiale nel ratto e nel cane diabetico. Effetti analoghi sono stati segnalati nell’uomo normale o diabetico (Bruneton,1993) Un interessante studio è stato condotto su pazienti diabetici non-insulino dipendenti (10 pazienti volontari): sono stati somministrati attraverso dieta 25 grammi di polvere di semi di fieno greco (contenente 6,5 grammi di proteine, 2 grammi di lipidi, 12 grammi di carboidrati) per 15 giorni . Sono stati ottenuti risultai positivi sia per quanto riguarda il tempo di dimezzamento della concentrazione di glucosio nel sangue , sia per quanto riguarda il test di tolleranza al glucosio . L’aggiunta della polvere alla dieta ha portato inoltre all’incremento dei recettori dell’insulina. Sembra pertanto che i semi di fieno greco siano in grado di aumentare l’utilizzazione del glucosio periferico determinando una maggiore tolleranza allo stesso (Raghuram, 1994)
FIENO GRECO – (16-Firenzuoli) – azione ipoglicemizzante per alcaloidi e anche per il contenuto in saponosidi
FIENO GRECO – (18-Brigo) – proprietà …. Ipoglicemizzante – indicazioni : …. Diabete mellito
FIENO GRECO – (19-Bruneton) –I semi, conosciuti come sprovvisti di tossicità, sono conosciuti per le loro proprietà antidiabetiche, ipocolesterolemizzanti, ipolipidemizzanti: sperimentalmente diminuiscono la glicemia postprandiale nel topo e nel cane diabetici. Degli effetti analoghi sono stati visti nell’uomo normale o diabetico – Il frazionamento dei costituenti dei semi e la valutazione biologica delle frazioni dimostrano che l’attività antidiabetica e ipocolesterolemizzante è legata alla frazione ricca in fibre e in galattomammani.
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GALEGA
GALEGA – CAPRAGGINE - GALEGA OFFICINALIS - (1-Leclerc ) - Tanret G. ha isolato un alcaloide , la galegina, le cui proprietà sono vicine alla guanetidina : essa provoca nel coniglio una ipoglicemia che può giungere alla crisi fatale – Dose L a C gocce prima dei pasti
GALEGA – (2-Cecchini) – proprietà ipoglicemizzanti – Giova pure a chi soffre di diabete anche in abbinamento a farmaci ipoglicemizzanti – Infusi e tinture devono però essere consumati sotto controllo medico
GALEGA – (3-Testi) – azione ipoglicemizzante
GALEGA – (7-Pedretti) – porzione aerea – antidiabetico-ipoglicemizzante – Si ritiene che la Galega agisca come antidiabetico per la presenza della galegina … con lo stesso meccanismo dei preparati guanidinici sintetici – L’alcaloide stimolerebbe selettivamente le cellule alfa del pancreas con arresto della produzione di glucagone (ormone iperglicemico) – L’azione ipoglicemica, secondo Simminet e Tauret (1927) nel coniglio è intensa (riduzione del 50-69%) e rapida (dopo 1-4 ore raggiunge il suo massimo) qualunque sia la via di somministrazione – Nel diabete umano preparati della droga o la galegina hanno dato risultati favorevoli (Stirnadel 1935, Golden 1940) e altri .- Secondo Boni e Patri l’azione ipoglicemia è accertata sperimentalmente.
GALEGA-(8-Spolaore) – ipoglicemizzante
GALEGA – (10-Brigo) – la capraggine manifesta un’azione antidiabetica per la presenza di galegina, dotata di una attività simile a quella dei preparati guanidinici – Essa indurrebbe un’inibizione del glucagone
GALEGA –(11-Chiereghin) – l’effetto ipoglicemizzante è dovuto a un derivato della guanidina, la galegina, uno dei fondamentali principi attivi di questa pianta medicinale che agirebbe inattivando le cellule A delle isole del Langerhans che secernono il glucagone – E’ usata specialmente nel diabete senile sotto forma di estratto fluido alla dose di 5-20 gtt da assumere prima dei pasti
GALEGA – (12-Campanini) – la Galega contiene , soprattutto nei semi (0,5%), un principio, la galegina, derivato guanidinico, dotato di proprietà ipoglicemizzanti (Marles, Farnsworth, 1995). La galegina agirebbe con lo stesso meccanismo dei derivati guanidinici sintetici e provocherebbe gli stessi effetti collaterali dei diguanidinici, ma con il vantaggio di una maggiore tollerabilità. Agirebbe cioè a livello delle cellule alfa del pancreas, con arresto della produzione di glucagone. In uno studio condotto su conigli resi diabetici con allossana è stata messa in evidenza l’azione ipoglicemizzante degli estratti acquosi e alcolici di galega ed è stato rilevato un aumento di glicogeno a livello del tessuto epatico e del miocardio (Della Loggia,1993) – Recentemente è stata ipotizzata una correlazione tra la presenza di sali di cromo e l’attività antidiabetica (Muller 1998; Capasso, Grandolini, 1996) –L’azione ipoglicemizzante risulta tuttavia incostante in quanto l’attività del fitocomplesso varia con il mutare della composizione chimica e farmacologica della pianta nei suoi diversi periodi vegetativi.
GALEGA – (15-Inverni-della Beffa) - Possiede anche una non trascurabile azione ipoglicemizzante, che destò l’interesse di molti ricercatori che la studiarono sperimentalmente e clinicamente, sia sotto forma del suo principio attivo isolato, la galegina, sia sotto forma di preparati galenici della droga. Parturier e Hugonot (1934-1935) ottennero discreti risultati usando un estratto fluido di galega, contenente il 3% di galegina, che somministrarono alla dose media di LXXX gocce, due volte al giorno in poca acqua dopo i pasti, a 7 pazienti affetti da diabete semplice o acidosico. Secondo questi AA la galega influenzerebbe favorevolmente , più che la glicemia e la glicosuria, la chetonuria ed agirebbe non soltanto facilitando l’utilizzazione dei glucidi, ma anche attivando il metabolismo dei grassi e dei protidi. – Erspamer nel 1943 ritiene che la galega e il suo principio attivo galegina, esplichi la sua azione antidiabetica con lo stesso meccanismo dei preparati guanidinici sintetici (sintalina, acoina, ecc.) e che di questi ripeta i vantaggi e gli svantaggi, quantunque vari AA insistano nella maggior tolleranza della galegina e della galega.
GALEGA – (16-Firenzuoli) – azione ipoglicemizzante : per derivati guanidinici
GALEGA – (17- Della Loggia – oemf) – Ormai viene utilizzata soltanto nella medicina popolare. In virtù del contenuto di galegina, la droga viene considerata un “antidiabetico”. Studi poco recenti hanno rilevato un’azione ipoglicemizzante della galegina e di altri derivati guanidinici (sintetici). Nel 1974 un gruppo di ricercatori russi ha dimostrato, in conigli resi diabetici con allossana, l’azione ipoglicemizzante degli estratti acquosi ed alcolici di galega, accompagnata da un aumento del glicogeno nel tessuto epatico e miocardico. – L’impiego della droga va tuttavia evitato a causa dell’efficacia incerta. Assumendone dosi elevate vi è inoltre il rischio di un’intossicazione simile a quella osservata per i primi derivati diguanidinici (sintaline). … Recentemente (1988) si è ipotizzata una correlazione tra il contenuto di sali di cromo (circa 3,7 ppm) ed una possibile azione antidiabetica. E’ noto infatti che ratti nutriti con diete carenti di cromo sviluppano sintomi del diabete mellito; tali sintomi possono venir curati somministrando il cosiddetto fattore di tolleranza al glucosio – un complesso a basso peso molecolare del cromo trivalente.
GALEGA – (20-Capasso-Grandolini) – L’azione antidiabetica è attribuita alla galegina (Marles e Farnsworth, 1995) e ai sali di cromo (Muller e coll. 1988)
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GELSO
GELSO – MORUS NIGRA - (1-Leclerc) == Sia nella tradizione sia nella sua esperienza e di altri – estratto fluido XXX a L gt prima di ogni pasto riduce o fa cessare la glicosuria
GELSO – (7-Pedretti) – foglie - … antidiabetico-ipoglicemizzante – Il principio attivo che esercita l’effetto ipoglicemico non è noto così pure il suo meccanismo d’azione – L’infuso e gli estratti di Gelso hanno una azione ipoglicemizzante in individui normoglicemici a digiuno (riduzione del 20%) e sotto carico di glucosio e più marcatamente nei diabetici (Bart,1932)
GELSO – (10-Brigo) bacche o foglie – il gelso nero ha un’azione ipoglicemizzante utile sia nell’intolleranza glucidica che nel diabete tipo II
GELSO – (11-Chiereghin) – gemme – azione ipoglicemizzante sperimentalmente
GELSO – (12-Campanini) – Le foglie sarebbero caratterizzate da una attività ipoglicemizzante – In particolare, dai pochi studi esistenti, emerge che l’abbassamento della glicemia a digiuno non raggiungerebbe valori superiori al 20% , mentre più netta sarebbe l’azione in stato di iperglicemia . Non è noto il meccanismo di azione né quali siano i principi imputati (Benigni,Capra, Cattorini 1962/1964)
GELSO – (15-Inverni-della Beffa) - … ipoglicemizzante . Bart nel 1932 somministrando 10-20 g di infuso riferisce di essere riuscito ad abbassare del 20% la glicemia normale nell’uomo a digiuno. Un’azione più netta l’avrebbe invece ottenuta nella iperglicemia da carico di zucchero e da pasto standard. L’uso di questa droga è innocuo, ma il suo meccanismo d’azione non è ancora ben conosciuto.
GELSO – (16-Firenzuoli) – azione ipoglicemizzante per antocianosidi, glucosidi fitosterolici e glicoproteine
GELSO – (18-Brigo) - Il gelso nero ha un’azione ipoglicemizzante sia nell’intolleranza glucidica sia nel diabete tipo II
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GINEPRO
GINEPRO – JUNIPERUS COMMUNIS - (10-Brigo) – giovani getti – Sperimentalmente il ginepro induce una riduzione della glicemia
GINEPRO – (12-Campanini) –Studi recenti hanno segnalato l’attività ipoglicemizzante delle bacche : Sanchez e coll. (1994) hanno preso in esame il decotto di bacche mature al 10% in peso secco ed hanno effettuato un test su animali normoglicemici e diabetici. Il test ha dimostrato la diminuzione del tasso glicemico in entrambi i gruppi, sia per un effetto di maggior assorbimento di glucosio periferico sia per l’induzione di secrezione di insulina.
GINEPRO – (18-Brigo) – citato come gemmoterapia
GINEPRO – (20-Capasso-Grandolini) - …. Interazioni : ipoglicemizzanti e diuretici (ne potenzia l’azione)
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GUCOMANNANO
GLUCOMANNANO – AMORPHOPHALUS KONJAC Koch (4-Perugini) – radici – ipoglicemizzante - riduce anche l’assorbimento intestinale di zuccheri – da usare con cautela in pazienti con ulcera peptica e ernia jatale – può provocare specie nei primi gg meteorismo intestinale - a 13 diabetici a cui è stato somministrato del glucomannano per 90 gg ( da 3 a 7 grammi al giorno) si è dovuto ridurre il dosaggio dell’insulina o dell’ipoglicemizzante orale, grazie all’effetto ipoglicemizzante della droga – formula proposta : mirtillo foglie es 100 mg, eucalipto foglie es 100 mg, glucomannano polvere 150 mg, lievito di birra 50 mg, pectina 100 mg – per una capsula – 1 cps un’ora prima dei pasti principali
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GYMNEMA
GYMNEMA – GYMNEMA SYLVESTRIS R.Br. (4-Perugini) – foglie – abbassa la glicemia in modo statisticamente significativo – Agisce sull’assorbimento del glucosio a livello intestinale: la molecola dell’acido gimneico compete con quella del glucosio, di cui è più grande, a livello dei recettori posti sui villi intestinali. Questo blocco si instaura velocemente – in circa 60 minuti – e dura circa 5-6 ore. L’assorbimento degli zuccheri viene inibito del 50% - Sperimentalmente la droga ha dimostrato la capacità di raddoppiare il numero delle betacellule nelle isole di Langherans e di antagonizzare l’effetto iperglicemizzante dell’ormone della crescita e dell’ACTH – Ha potenziato l’effetto ipoglicemizzante del glibenclamide e del talbutamide in 22 pazienti non insulino-dipendenti – Formula proposta : eucalipto es 100 mg, gymnema es 100 mg, artiglio del diavolo es 100 mg, salvia es 50 mg, noce es 50 mg – per una capsula – 1-2 cps prima dei 3 pasti principali
GYMNEMA – (16-Firenzuoli) – è forse la pianta che più recentemente è entrata nel repertorio del medico fitoterapeuta proprio in virtù delle sue proprietà ipoglicemizzanti : nelle foglie è presente una miscela di acidi glicosidici (acidi gimnemici A-D), strutturalmente molto simili tra loro ( i cui agliconi sono costituiti dalla gimnemagenina e gimnestrogenina) , e dei quali il più attivo risulta essere l’acido gimnemico A1. L’acido gimnemico inibisce reversibilmente il recettore per il glucosio a livello intestinale e delle papille gustative: la percezione del dolce viene annullata con l’applicazione locale di foglie di Gymnema sulla lingua e anche la percezione dell’amaro viene alterata. Gli acidi gimnemici inibiscono reversibilmente il recettore per il glucosio a livello intestinale e della papille gustative (Baskaran e aktri 1990 – Shimizu e altri 1997). … L’assunzione di estratti di gymnema (standardizzati in acidi gimnemici) riduce il tasso di glicemia basale, glicemia postprandialee glicosuria, nonchè di proteine glicosilate che si accumulano nel corso di diabete e sono responsabili di danni vascolari, neurologici, renali e oculari.
GYMNEMA – (19-Bruneton) – è una liana tropicale (INDIA, Cina) le cui foglie sono considerate come antidiabetiche dalla medicina ayurvedica (questo a conferma di studi nei roditori e delle osservazioni nell’uomo). Queste foglie hanno la proprietà di sopprimere il gusto di dolce del saccarosio o della saccarina. Devono questa particolare attività ad una miscela complessa di saponosidi, glicosidi di un stereoisomero in C-4 e C-16 dell’escina, la gymnagenina. La foglia poi è costituita anche da un polipeptide composto da 35 aminoacidi (la guarmarina) che interferisce con la percezione di zuccherato nel topo ma non nell’uomo.
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GRANOTURCO
GRANOTURCO – MAIS – (6-Zanotti) – stimmi della pannocchia – proprietà … ipoglicemizzanti –
GRANOTURCO – (11-Chiereghin) – principi ipoglicemizzanti sono stati isolati dagli stigmi del mais
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JAMBUL
JAMBUL – EUGENIA JAMBULANA – (14-Boccaccio) - … Antidiabetico perché diminuisce la azione saccarificante della saliva e del pancreas e permette una alimentazione amidacea.
JAMBUL – (15-Inverni-della Beffa ) – Ricerche relativamente recenti del Mercier e Vieu-Bonnafous (1940) hanno dimostrato che estratti acquosi di semi (ma non della corteccia) di Jambul, iniettati per via ipodermica nel cane, provocano una marcata e prolungata azione ipoglicemizzante, mentre somministrati oralmente si sono dimostrati inattivi – L’azione ipoglicemizzante dello Jambul somministrato per os fu studiata sia sperimentalmente che clinicamente da numero autori (vedi Erspamer “quaderni di Fitoterapia” n. 5) ma con risultati piuttosto discordi. Tuttavia lo jambul entra nella composizione di numerosi preparati antidiabetici e, sotto questo aspetto, è annoverato fra le droghe che in pratica meglio si prestano per sostituire l’insulina o per essere somministrate contemporaneamente a questa allo scopo di diminuirne la dose.
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LAMPSANA
LAMPSANE - lampsana communis L (1-Leclerc ) == Riferisce di tre casi con caduta impressionante della glicosuria dopo trattamento con questa pianta (estratto fluido o succo)
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LATTUGA
LATTUGA - lactuca sativa et lactuca virosa L (1-Leclerc ) == Laurin scopre una riduzione molto netta della glicemia del 34% (60 gt x 3 die alcoolature )
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LINO
LINO – Linum Usitatissimum (2-Cecchini) parti usate semi – indica un decotto per il diabete : in 1,5 litri acqua far bollire per mezzora 20 g di semi di lino, 20 g di bucce di fagioli, 20 g di foglie di mirtillo e 10 g di alchemilla – filtrare e berne una tazza prima di ogni pasto
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LUPINO
LUPINO – LUPINUS ALBUS (2-Cecchini) – parti usate semi – per il diabete decotto : far bollire in 100 ml di acqua 5 g di semi – filtrare il liquido e berne in due volte – per il diabete : infuso : tostare i semi, macinarli e adoperarli per preparare una bevanda simile al caffè, molto efficace per il diabete
LUPINO – (7-Pedretti) – semi – antidiabetico-ipoglicemizzante – Il Lupino riesce a sostituirsi o a ridurre il bisogno di insulina – Tali effetti sono, spesso, non proporzionali alle dosi e scompaiono piuttosto rapidamente con la sospensione del trattamento.
LUPINO – (10-brigo) – il lupino ha un’azione depurativa e ipoglicemizzante – esso può talvolta ridurre l’uso dell’insulina
LUPINO – (15-Inverni-della Beffa) – Proprietà e impiego terapeutico: ipoglicemizzante, preconizzato come succedaneo dell’insulina nel diabete mellito leggero e di media gravità. Lo studio farmacologico del Lupino come ipoglicemizzante fu iniziato dall’Horvath nel 1930 su animali e fu poi ripreso da numerosi autori che ne sperimentarono l’azione sugli animali e sull’uomo sano e malato. Il Serio nel 1934 trovò che l’azione della droga è indipendente, entro certi limiti, dalla quantità somministrata e che il principio ipoglicemizzante è termostabile. Nell’uomo sano e malato, decotti di Lupino torrefatto (12-50 grammi in 100-200 grammi di acqua) riducono secondo l’autore il tasso glicemico, ma danno luogo talvolta a sintomi tossici collaterali che obbligano a sospendere la somministrazione. Clementi e Torrisi nel 1935 identificarono il principio ipoglicemizzante nella lupanina, alcaloide nella cui molecola non è presente il radicale guanidinico. Esperienze eseguite sugli animali con decotti di lupino o con lupanina dettero risultati piuttosto contradditori, mentre nell’uomo diabetico gli aa osservarono abbassamento della glicosuria e della glicemia, i cui valori risalirebbero però, più o meno rapidamente, al livello iniziale dopo la sospensione del trattamento. L’Orestano nel 1940 ottenne dal Lupino una sostanza diversa dalla lupanina, capace di abbassare dal 10 al 22% la glicemia nel coniglio. Questo autore conclude ammettendo l’esistenza nei semi di Lupino di sostanze agenti sul metabolismo dei glucidi con funzioni in linea generale corrispondenti a quelle dell’insulina negli animali, ma esclude che l’uso di tali sostanze possano assumere importanza pratica dato l’alto costo dei processi di estrazione e di purificazione. Ferrarini e Piroli nel 1937 che sperimentarono l’azione di decotti di Lupino torrefatto nei diabetici, notarono un aumento della tolleranza verso gli idrati di carbonio e ritengono che questa droga sia praticamente utilizzabile nei casi di diabete leggero, allo scopo di diminuire la quantità di insulina normalmente necessari e nei periodi di sospensione di essa. – Risultati più brillanti furono ottenuti dal Martini (1940) sperimentando con l’estratto fluido di Lupino. Questo autore ritiene che per la sua spiccata azione antiglicosurica e antiiperglicemica e per la sua perfetta innocuità, rappresenta uno dei migliori preparati antidiabetici per via orale, sia somministrato isolatamente sia associato all’insulina. – Secondo l’autore nei diabetici di media gravità l’uso dell’estratto di Lupino (che l’autore consiglia alla dose di un cucchiaino da caffè 2-3 volte al giorno dopo i pasti) offrirebbe anche la possibilità di variare la dieta e di renderla meno rigorosa, senza provocare sensibili aumenti della glicosuria e della glicemia. – Ersparmer (1943) ritiene che il lupino rappresenta una delle droghe antidiabetiche più interessanti in nostro possesso e una di quelle più meritevoli di ulteriore sperimentazione soprattutto clinica.
LUPINO – (18-Brigo) – solo segnalato ma non descritto
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MIRTILLO
MIRTILLO NERO – VACCINIUM MYRTILLUS - (1-Leclerc) = Riferisce dello studio di Rathery e al. : dopo 4 gg di ingestione alla dose di quotidiana di 1 grammo . riduzione della glicemia da 2,80 a 2,05 – da 2,55 a 1,69 – da 3,45 a 3,15 – la glicosuria netta riduzione = Potrebbe rimpiazzare l’insulina! Ma non agisce sui corpi chetonici
MIRTILLO NERO – (2-Cecchini) - parti usate bacche mature – foglie – diabete : decotto : per diminuire il quantitativo di zucchero nel sangue giova la seguente semplicissima preparazione da prendere nella dose di una tazza prima dei pasti principali – Tritare e mescolare 25 g di foglie di mirtillo, 25 g di bucce di fagioli, 20 g di pulsatilla e 10 g di galega, quindi riporre tutto in un barattolo di vetro – Per ottenere un decotto sufficiente per una giornata versare un cucchiaio di miscela in 250 ml di acqua – lasciar bollire per 5 minuti – filtrare il liquido quando è tiepido
MIRTILLO NERO - (3-Testi) – azione ipoglicemizzante – foglie e bacche –
MIRTILLO NERO – (6-Zanotti) – foglie – frutti – proprietà … ipoglicemizzanti (decotto di foglie) …Le foglie vengono consigliate per diminuire il tasso glicemico nei casi di diabete
MIRTILLO NERO – (7-Pedretti) – foglie – antidiabetico-ipoglicemizzante … L’azione antidiabetica è dovuta alla neomirtillina, sostanza colorante …Non sembra che la neo-mirtillina agisca come l’insulina e non va considerata come un sostitutivo di questa; essa infatti non ha effetti sui normoglicemici, mentre negli iperglicemici produce una intensa caduta della glicemia – E’ attiva per bocca - -… trattamenti protratti sono pericolosi perché portano ad anemie cachessia e ittero
MIRTILLO NERO – (8-Spolaore) – ipoglicemizzante
MIRTILLO NERO – (9-Sartori) - …le foglie hanno anche un forte e, soprattutto, importantissimo potere ipoglicemizzante : è stato dimostrato che un litro di decotto di foglie di mirtillo nero al giorno fa diminuire in modo significativo il tasso di glucosio nel sangue e nell’urina dei diabetici : per tale proprietà in molti paesi il mirtillo viene chiamato “insulina vegetale”
MIRTILLO NERO – (10-Brigo) – il mirtillo nero è ricco in neomirtillina, glucochinina ad azione ipoglicemizzante definita “insulina vegetale” (Rothery, Allen)
MIRTILLO NERO – (11-Chiereghin) – neomirtillina, glucoside gallico – La somministrazione di antocianosidi è comunque benefica per i diabetici
MIRTILLO NERO – (12-Campanini) – le foglie di mirtillo possiedono proprietà ipoglicemizzanti (neomirtillina?) e … L’attività ipoglicemizzante è stata dimostrata sperimentalmente in conigli resi diabetici con allossana (Rombi, 1991) – L’elevato contenuto in cromo (pari a 9,0 ppm) potrebbe rivestire un ruolo determinante nella attività ipoglicemizzante delle foglie . Il cromo infatti rappresenta un fattore di tolleranza al glucosio e risulta efficace nella terapia del diabete mellito di tipo II indotto sperimentalmente nell’animale (Krauss, Reher, 1982) (Della Roggia 1993) – In clinica comunque la sua prescrizione è indicata solo per le formi lievi di diabete, in particolare nel diabete dell’anziano.
MIRTILLO NERO – (13- Padre Atanasio ) – avendo queste bacche … si usano … pure nel diabete
MIRTILLO NERO – (15-Inverni della Beffa) – Sull’azione ipoglicemizzante delle foglie di vacciunium myrtillus e della mirtillina esiste una letterata piuttosto vasta (vedi Erspamer “quaderno di Fitoterapia” n.5). Noi ci limitiamo a riferire le conclusioni di Allen (1972) il quale afferma che la mirtillina, pur non dovendo essere considerata un sostituto dell’insulina, rappresenta tuttavia un prezioso sussidio terapeutico nel trattamento di pazienti selezionati e che, come è dannoso riporre nella sostanza speranze esagerate, altrettanto è giustificato attendersi da essa qualche modesto vantaggio.
MIRTILLO NERO – (16-Firenzuoli) – azione ipoglicemizzante per antocianosidi, glucosidi fitosteroli e glicoproteine
MIRTILLO NERO – (17- Della Loggia –oemf) – Nella medicina popolare le foglie di mirtillo vengono ancora impiegate come “ipoglicemizzante” e compaiono pertanto nelle tisane cosiddette “antidiabetiche”… Essendosi osservato che ratti nutriti con mangimi privi di cromo presentano sintomi di dibatte mellito tipo II, si sono recentemente esaminate le droghe ad azione antidiabetica al fine di determinarne il contenuto in cromo. Per le foglie di mirtillo si è riscontrato un contenuto particolarmente elevato pari a 9,0 ppm. Il cromo compare nel cosiddetto fattore di tolleranza al glucosio, efficace nella terapia del diabete mellito tipo II indotto sperimentalmente nell’animale. Saranno necessari ulteriori studi al fine di verificare se il contenuto di cromo della droga sia determinante per l’eventuale azione antidiabetica. Va altresì verificato se i flavonoidi presenti nella droga possano contribuire al trattamento dei disturbi circolatori di origine diabetica.
MIRTILLO – (18-Brigo) – il mirtillo nero è ricco in neomirtillina, una glucochinica ad attività ipoglicemizzante, definita insulina vegetale
MIRTILLO – (19-Bruneton) – le foglie sono reputate ipoglicemizzanti, ma a tutt’oggi non è stato chiaramente documentato
MIRTILLO – (20-Capasso-Grandolini) – L’azione antidiabetica del mirtillo è da ricondurre all’elevato contenuto di cromo (9 ppm) in esso presente (Kraus e Reher, 1982; Muller e coll. 1988)
MIRTILLO NERO – (21-Mills-Bone) – In studi non controllati estratti di mirtillo ( equivalenti a 57-288 mg di antocianine die) migliorarono i sintomi causati da una ridotta resistenza capillare (petecchie, ematomi contusivi, sangue occulto fecale), una riduzione delle modificazioni della microcircolazione indotte da terapie cortisoniche come in pazienti con asma o bronchite cronica, e migliorarono la retinopatia diabetica con una marcata riduzione e a volte scomparsa delle emorragie retiniche. – In uno studio placebo-controllo, estratti di mirtillo (equivalenti a 115 mg di antocianine die per 12 mesi) migliorarono la fase precoce della retinopatia diabetica come individuato dalla riduzione dell’essudato del polo posteriore. – In uno studio doppio cieco placebo-controllo 14 pazienti con retinopatia diabetica e/o ipertensiva ricevettero estratto di mirtillo (equivalente a 115 mg di antocianine die) o placebo per 1 mese. Significativi miglioramenti nelle immagini oftalmoscopiche e angiografiche furono osservate in 77-90% dei pazienti trattati.
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NOCE
NOCE - JUGLANS REGIA - (1- Leclerc) – foglie - Infusione concentrata ipoglicemia : azione del tannino
NOCE – (2-Cecchini) : proprietà ipoglicemizzanti (non altro)
NOCE – (3-Testi) – foglie – azione ipoglicemizzante
NOCE – (4-Perugini) – foglie – antidiabetica-ipoglicemizzante – Alle foglie di noce si attribuiscono anche proprietà antidiabetiche ..
NOCE – (5-Formenti) – foglie – esercitano un’azione ,,, ipoglicemizzante-antidiabetica
NOCE – (6-Zanotti) – foglie – proprietà … antidiabetiche, ipoglicemizzanti – Infusi e tisane vengono consigliati ai diabetici
NOCE – (7-Pedretti) – foglie - .. antidiabetico-ipoglicemizzante
NOCE – (8-Spolaore) – ipoglicemizzante
NOCE – (10-Brigo) – gemme – Il noce ha un’azione antidiabetica da utilizzare soprattutto nelle manifestazioni dermatologiche di tipo infettivo
NOCE – (11-Chiereghin) – gemme – dimostrano sperimentalmente attività ipoglicemizzante
NOCE – (15-Inverni della Beffa) – Leclerc (1935), Rathery e Froment (1937) annoverano le foglie di noce fra le droghe ad azione antidiabetica e Leclerc consiglia l’estratto molle di foglie alla dose di cgr 10 sei volte pro die nel trattamento del diabete. Secondo questo autore la presenza di tannino limiterebbe la saccarificazione degli amidi nell’intestino e la trasformazione del glicogeno nei tessuti.
NOCE – (18-Brigo) citato come gemmoterapia
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OLIVO
OLIVO – OLEA EUROPAEA (1-Leclerc ) == Foglie – Manceau ha trovato una evidente azione ipoglicemizzante – conferma sperimentale nel coniglio da parte di Binet : iniezione di un estratto alcolico corrispondente a 13 g di foglie : dopo 2 ore e mezzo abbassamento della glicemia del 25%
OLIVO – (2-Cecchini) : proprietà: ipoglicemiche – ipercolesterolemia – iperglicemia – ipertensione : decotto : fa bollire per 5 minuti 100 ml di acqua con 4 g di foglie – filtrare il decotto, addolcirlo leggermente e sorbirlo a bicchierini nella dose di uno o due al giorno == infuso: mettere 3 g di foglie in 100 ml di acqua bollente - berne due tazzine al giorno == tintura : mettere 20 g di foglie di olivo in 100 ml di alcool a 20° a macerare per 5 giorni – assumerne tre cucchiai al giorno
OLIVO – (4-Perugini) : foglie – ipoglicemizzante – Le foglie di olivo possiedono anche .. proprietà ipoglicemizzanti (nelle forme leggere: obesità, gravidanza) …EVITARE assunzione a stomaco vuoto per possibile effetto irritativo sulle mucose gastriche…
OLIVO – (5-Formenti) – foglie - .. azione ipoglicemizzante-antidiabetica - INDICATE per diabete senile, retinopatia diabetica
OLIVO – (6-Zanotti) – proprietà … antidiabetiche
OLIVO – (11-Chiereghin) - molti autori concordano nell’attribuire l’azione ipoglicemizzante al glucoside oleuropeina – Da usare nelle forme leggere specialmente se associato a soprappeso – Si preferisca l’uso della T.M. (40 gtt tre volte di) – Ugualmente azione ipoglicemizzante per i giovani getti (gemmoderivato)
OLIVO – (12-Campanini) – All’oleuropeoside sarebbero dovute le proprietà ipoglicemizzanti che alcuni autori attribuiscono alle foglie : le foglie possono essere pertanto impiegate come coadiuvanti nel trattamento di forme diabetiche lievi (Benigni, Capra, Cattorini 1962/1964)
OLIVO – (16-Firenzuoli) citato
OLIVO – (18-Brigo) citato come gemmoterapia
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OPUNZIA
OPUNZIA – OPUNTIA STREPTOCANTHA – (20-Capasso-Grandolini) – Contiene polisaccaridi (50%) ad alto peso molecolare (opunziamannano), …. L’opunziamannano adsorbe nel lume intestinale nutrienti, tossine e colesterolo impedendone l’assorbimento. Per questo l’opunzia giova ai diabetici iperlipedimici ed obesi (Frati-Munari e coll. 1983, 1987).
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ORTICA
ORTICA – URTICA DIOICA L . (4-Perugini) – foglie e radici - antidiabetica -- azione moderatamente ipoglicemizzante
ORTICA – (8-Spolaore) – ipoglicemizzante
ORTICA – (12-Campanini) – le indicazioni terapeutiche attribuite all’ortica sono innumerevoli e si possono così riassumere: … ipoglicemizzante,…
ORTICA – (15-Inverni della Beffa) – Harnagy (1943) ha dimostrato che l’ortica dà luogo ad una netta azione ipoglicemizzante capace di abbassare di 20-30 mg % il tasso del glucosio ematico nel coniglio - Secondo Marx e Adler (1936) accanto ad un principio iperglicemizzante, sarebbe contenuto nell’ortica anche un principio ipoglicemizzante capace di abbassare il tasso glicemico artificialmente elevato.
ORTICA – (16-Firenzuoli) - azione ipoglicemizzante : per derivati guanidinici
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ORZO
ORZO – (11-Chiereghin) – la crusca dell’orzo contiene dei glucani ipoglicemizzanti
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PANAX
PANAX GINSENG – (11-Chiereghin) : saponine, glicani (quinquefolani A e B nelle radici)
PANAX GINSENG – (12-Campanini) : Può anche essere utile nel diabete della vecchiaia : il Ginseng influenza favorevolmente l’attività dell’insulina e a dosaggi elevati risulta moderatamente ipoglicemizzante (4-g grammi al dì di polvere di radice (Rombi)
PANAX GINSENG – (16-Firenzuoli) – citato
PANAX GINSENG – (21-Mills-Bone) – Malgrado il considerevole interesse della ricerca circa l’attività antidiabetica del ginseng i risultati a tuttoggi non sono convincenti. Potenziali costituenti ipoglicemizzanti identificati nel ginseng sono stati sottoposti a revisione. Questi componenti costituiti da glicani, che sono chiamati panaxani (ne sono stati identificati nel tempo più di uno), adenosina e grandi molecole non identificate con una attività simil-insulinica. L’attività ipoglicemizzante però fu riconosciuta solamente dopo iniezioni ed è poco credibile che nessuno di questi composti possa conferire alle dosi orali di ginseng una qualche significativa attività ipoglicemizzante. Queste riserve dovrebbero pure applicarsi ad un polipeptide che è stato isolato dalla radice di ginseng e riscontrato avere una attività ipoglicemizzante. Forse di maggior interesse sono i risultati di iniezioni del ginsenoside RB2, che limitò alcune delle modificazioni metaboliche negative osservate nei topi diabetici. In particolare aumentò l’ATP intracellulare e ridusse l’AMP ciclico e migliorò la sintesi proteica. Il peso corporeo risultò migliore e i sintomi diabetici quale la poliuria ridotti.
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PERVINCA
PERVINCA - vinca minor L. (1-Leclerc ) == Alla decozione di 5 p.100 o estratto fluido alla dose di 150 gt riduce del 50% lo zucchero nelle urine e riduce sensazione di sete
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POTENTILLA
POTENTILLA AUREA – (13- Padre Atanasio) – entra a far parte della mistura per combattere il diabete , secondo la prescrizione del parroco Künzle.
POTENTILLA ERECTA/TORMENTILLA – (cinquefoglie tormentilla) – (11-chiereghin) – l’acido tormentino presente nella radice agisce aumentando la secrezione di insulina e la sua azione è stata avvicinata a quella della glibencamide
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POTERIUM
POTERIUM ANCISTROIDES - (-11-Chiereghin) – le parti aeree nella medicina popolare spagnola sono abitualmente usate nel diabete – Si tratta di una specie affine alla nostra SANGUISORBA (sanguisorba officinalis L. o Poterium officinale Gray).
POTERIUM SPINOSUM L . PIMPINELLA SPINOSA – SPINA PORCI (4-Perugini) – corteccia radice principale – ipoglicemizzante-antidiabetica – si riportano le osservazioni di alcuni studiosi su popolazioni beduine nelle quali soggetti affetti da diabete clinicamente accertato che consumavano con regolarità e per mesi un decotto di poterium non manifestavano alcun sintomo di malattia
POTERIUM SPINOSUM – (12-Campanini) – viene segnalata come coadiuvante nel trattamento delle forme di lieve e media entità di diabete senile (Weis, 1992) – La pianta deve la sua azione alla presenza di glucochinine, sostanze vegetali ad attività insulinosimile (Van Hellemont,1986)
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PSILLIO
PSILLIO - PLANTAGO OVATA L . (4-Perugini) – cuticola esterna dei semi – azione ipoglicemizzante – Riduce le curve post-prandiali di glucosio, di insulina e trigliceridi … Il dosaggio dell’insulina potrebbe richiedere degli aggiustamenti considerato che lo psillio interferisce con l’assorbimento dei carboidrati
PLANTAGO OVATA – (12-Campanini) .. alcuni studi segnalano una attività ipoglicemizzante , anche se l’uso dei semi è sconsigliato nel diabete insulinodipendente in quanto riduce l’effetto dell’insulina.
PLANTAGO OVATA – (16-Firenzuoli) – per polisaccaridi (mucillagini, glucomannano)
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ROSA CANINA
ROSA CANINA – (6-Zanotti) – proprietà …. I frutti (cinorrodi) sono utilizzati per preparare … tisane che risultano utili nelle malattie dei reni e della vescica, nei casi di diabete, ecc.
ROSA CANINA – (12-Campanini) – la Tintura Madre esercita … un’azione ipoglicemizzante , per cui può rientrare come coadiuvante nel trattamento del diabete alimentare
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ROSMARINO
ROSMARINO – (6-Zanotti) – fiori e foglie – proprietà … ipoglicemizzanti.
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ROVO
ROVO – RUBUS FRUTICOSUS L – (11-Chiereghin) – l’azione ipoglicemizzante è stata dimostrata nel coniglio e, del resto, le foglie di rovo in Spagna sono usate per questo scopo
ROVO – (12-Campanini) – La tradizione attribuisce alle foglie un’azione ipoglicemizzante, peraltro confermata da uno studio condotto su animali dove un infuso concentrato riduce i livelli glicemici in conigli diabetici (Castleman 1994)
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SALVIA
SALVIA – SALVIA OFFICINALIS (2-Cecchini) parti utilizzate foglie e sommità fiorite – per diabete : tintura vinosa : questa preparazione è efficacissima per abbassare il tono zuccherino dei diabetici – far bollire per 2 minuti un litro di vino bianco di ottima qualità con 100 g di foglie – filtrare il vino dopo mezz’ora e berne un bicchierino al termine di ogni pasto
SALVIA – (3-Testi) – foglie – azione ipoglicemizzante – alte dosi gravi intossicazioni – essenza = assai tossica
SALVIA – (4-Perugini) – foglie – ipoglicemizzante – Uno studio tedesco ha dimostrato che il consumo regolare a digiuno dell’infuso di salvia riduce significativamente la glicemia – Attenzione ai primi mesi di gravidanza
SALVIA – (5-Formenti) – Ha un documentato effetto ipoglicemizzante e può essere quindi di buon aiuto,in decotto con cipolla e foglie di noce, per coloro che sono affetti da diabete lieve
SALVIA – (6-Zanotti) . foglie . proprietà … antidiabetiche …abbassa la glicemia ….
SALVIA – (7-pedretti) – l’azione ipoglicemica è da riferirsi alla presenza di glucochinine – La salvia è capace di ridurre la glicemia del 20-25% mentre l’azione ipoglicemizzante è assente nei normoglicemici (ferrarini1935, Delia 1938-1939)
SALVIA – (9-Sartori) - …i suoi preparati …hanno un’azione ipoglicemizzante dei diabetici, pur non alterando il metabolismo degli zuccheri, quando essa funziona regolarmente – attenzione gravidanza
SALVIA – (10-Brigo) – la salvia ha un’azione ipoglicemizzante marcata dovuta alla presenza di glucochinine
SALVIA – (12-Campanini) – Se assunta in forma di decotto, lontano dai pasti e a stomaco vuoto sembra contribuire ad abbassare la glicemia nei diabetici (Capasso, Grandolini, 1996)
SALVIA – (15-Inverni della Beffa) – Interessante notare che il Ferrarini (1938) e il Delia (1938) misero in evidenza l’azione ipoglicemizzante della salvia nel diabetico nel quale la glicemia può raggiungere, per azione dei preparati galenici della droga (decotto, tintura) valori medi del 20-30 % e a volte anche del 50% inferiori agli originari.
SALVIA – (17- Della Loggia - oemf) – Nella medicina popolare … vengono attribuite alla droga anche blande proprietà ipoglicemizzanti ed emmenagoghe, ma nessuna di esse è stata dimostrata.
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SPINACIO
SPINACIO – SPINACIA OLERACEA – (15-Inverni della Beffa) - … altra azione dovuta alla spinaciosecretina è quella ipoglicemizzante, studiata da numerosi autori ( Collip 1923, Dubin e Corbitt 1923, Mills 1928, Sanmartino 1928, Beggi e Dettori 1934). – Beggi e Dettori concludono affermando che la secretina vegetale rappresenta un buon mezzo sussidiario dell’insulina, alla quale potrebbe a volte essere anche sostituita nelle forme di diabete non accompagnate da acidosi. In nove diabetici trattati con secretina vegetale gli autori avrebbero notato una marcata diminuzione della glicemia e della glicosuria, diminuzione specialmente evidente nei soggetti ipocloridrici.
STEVIA
STEVIA - STEVIA REUBADIANA bretoni – (4-Perugini) – le foglie – ipoglicemizzante – Lo stevioside ha un potere leggermente lassativo, non provoca fermentazioni, non lascia retrogusti, non favorisce la carie … Sembra che sia in grado di abbassare la glicemia e di regolare il metabolismo dei carboidrati.
STEVIA – (12-Campanini) – E’ stata segnalata anche una azione ipoglicemizzante e di regolazione sul metabolismo dei carboidrati

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TARASSACO
TARASSACO – (5-Formenti) - … antidiabetico … è utile a tutti in soggetti con iperglicemia (l’inulina in essa contenuta ha un blando effetto insulinico)
TARASSACO – (16-Firenzuoli) - citato
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ZUCCA
ZUCCA – CUCURBITA MAXIMA – (5-Formenti) - … E’ ipoglicemizzante (diabete senile),…
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OPERE di RIFERIMENTO

1- Leclerc H. – Précis de Phytotherapie – Masson – 1994
2- Cecchini Tina, Ticli Bernardo – Il libro delle erbe medicinali – De Vecchi Editore 2003
3- Testi Fabio – Tavole di fitoterapia – Guida all’uso professionale delle piante medicinali – UTET libreria – 1990
4- Perugini Billi Francesco – Manuale di Fitoterapia – Edizioni Junior – 2004
5- Formenti Alessandro – La medicina dei Semplici – Edizioni L’Informatore Agrario – 1995
6- Canotti Eugenio – Curarsi con le piante medicinali – Edagricole – 1997
7- Pedretti Marzio – L’Erborista Moderno – 1980 – ristampa anastatica 1998
8- Spolaore Luigi – Piante Medicinali – Edizioni gb – 2001
9- Sartori Clara – Dal mito alla terapia – Le piante della salute – Baldini-Castoldi -2001
10- Brigo Bruno – Fitoterapia e gemmoterapia nella pratica clinica – 1996 – 3^ edizione
11- Chiereghin Piergiorgio – La salute con le piante – la cura delle malattie con le erbe medicinali – Tecniche Nuove – 1997
12- Campanini Enrica – Dizionario di fitoterapia e piante medicinali – Tecniche Nuove -1998
13- Padre Atanasio da Grauno – Piante ed erbe medicinali – con speciale riguardo alla Regione Tridentina – 4^ edizione – Libreria Moderna Editrice A.Ardesi – Trento – 1942
14- Boccaccia Inverni Carlo - Piante medicinali e loro estratti in terapia - II^ edizione – 1933
15- Ditta Inverni&Della Beffa – Manuale di fitoterapia – 1951
16- Firenzuoli Fabio – Fitoterapia – Masson – 1998
17- Della Loggia Roberto – Piante Officinali per infusi e tisane – OEMF - 1993
18- Brigo Bruno – L’uomo, la fitoterapia, la gemmoterapia – Tecniche Nuove 1997
19- Bruneton Jean – Pharmacognosie – Phytochimie – Plantes médicinales . Editions Tec&Doc – 3^ edizione – 1999
20- Capasso Francesco – Grandolini Giuliano – Fitofarmacia – Impiego razionale delle droghe vegetali – 2^ edizione – Springer 1999
21- Mills Simon, Bone Kerry – Principles and practice of phytotherapy – modern herbal medicine - Churchill Livingstone - 2000