| SALVIA - SALVIA OFFICINALIS Famiglia: Lamiaceae (labiatae) Pianta officinale, alimentare Parte utilizzata: Foglie, fiori. PRINCIPI ATTIVI Olio essenziale (alfa e beta tujone, alfa e beta pinene, limonene, canfora, cineolo, borneolo ecc..); acidi fenolici: ac. rosmarinico, ac. clorogenico, ac. caffeico; principi amari: picrosalvina, salvina; flavonoidi: glucosidi dell apigenina e della luteolina; triterpeni: betulina ecc.; diterpeni. plistano; eta-sitosterolo colina, tannini (fino allotto %). PROPRIETA' Ha attività antispasmodica, colagoga-coleretica. Piccole quantità di olio essenziale inibiscono le contrazioni dellileo di cavia indotte per stimolazione elettrica, inibiscono anche lo spasmo della muscolatura liscia provocato dallistamina, acetilcolina, serotonina. Lolio essenziale ha anche azione antimicrobica. Allacido rosmarinico e alla picrosalvina è attribuita lazione antiossidante. Amaro-tonica stimolante nelle forme dispeptiche e nellatonia gastrointestinale in particolare in soggetti affaticati sia fisicamente che intellettualmente. Emmenagoga, capace di regolarizzare il flusso mestruale, calmare i disturbi dolorosi della menopausa; attività dovute alla probabile presenza di frazioni estrogeniche. E stata provata lattività antiidrotica, dovuta principalmente allolio essenziale che sarebbe in grado di paralizzare le terminazioni nervose periferiche delle ghiandole sudoripare, si ipotizza anche un meccanismo dazione centrale. Lattività antiidrotica si manifesta dopo alcune ore e può durare per alcuni giorni. E efficace nel ridurre leccessiva formazione di catarro nei disturbi bronchiali. Gli viene attribuita anche unazione ipoglicemizzante, e sarebbe in grado di bloccare la secrezione lattea. INDICAZIONI Dispepsia, atonia gastrointestinale, meteorismo, amenorrea, dismenorrea , iperidrosi. NOTE Controindicata in gravidanza, allattamento (riduce la produzione di latte), nellipertensione, in caso di insufficienza renale e nellinstabilità neurovegetativa. Lolio essenziale è neurotossico. Responsabili sarebbero tujone e canfora. La tossicità sarebbe dovuta ad uninibizione del metabolismo ossidativo dei neuroni. Somministrata per periodi lunghi a basse dosi, provoca negli animali improvvise convulsioni. Si consiglia perciò di alternare 15 - 20 giorni di assunzione con dieci giorni di riposo. |